Il genere Bletilla e la sua coltivazione

© dr.Gianantonio Torelli – rev. 2018

Argomenti

Introduzione

Il genere Bletilla fu istituito da Reichenbach nel 1853 in Flore des Serres et des Jardins de l'Europe 8: 246. (ott. 1853)
Type: Località: F50-13465; B. gebina (Lindley) H.G. Reichenbach, typ. cons.
Note: Bletia gebina Lindley 

in realtà Rafinesque aveva già descritto queste piante nel 1838 con il nome di Jimensia, ma, come molte descrizioni di Rafinesque, il suo epiteto è stato poi scartato a vantaggio del più tardivo nome Bletilla.
Bletilla significa “piccola Bletia” in quanto il fiore ricordava a Reichenbach quello delle Bletia; quest’ultimo è però un genere a crescita centroamericana, mentre le Bletilla sono diffuse in Cina e Giappone.
Nel 1911 Schlecther revisionò il genere in Fedde, Repertorium Specierum Novarum e vi incluse sei specie: Bletilla striataBletilla japonica (ora considerata appartenere al genere Arethusa con il nome di Arethusa japonica A.Gr.), Bletilla sinensis (ora chiamata Arethusa sinensis Rolfe), Bletilla formosana (Hayata) Schlechter, Bletilla morrisonicola (Hayata) Schlecter (ora ritenuta sinonimo di Bletilla formosana), e Bletilla kotoensis (Hayata) Schlecter (ora ritenuta anch’essa sinonimo di Bletilla formosana).
Successivamente nel 1922 lo stesso Schlechter descrisse Bletilla szetschuanica e Bletilla yunnanensis.
Dressler (1993) ritiene che il genere Bletilla appartenga alla tribù Arethusae, sottotribù Bletiinae, insieme ad AcanthephippiumAncistrochilusBletiaCalanthePhaiusSpathoglottisTainia, etc.
Si tratta di piante terrestri, dotate di rizoma sotterraneo, semi bulboso, rotondeggiante e schiacciato; foglie distiche, convolute, plicate; inflorescenza terminale, racemosa, con diversi fiori distanziati tra loro.
La prima Bletilla ad essere descritta fu Bletilla striata, scoperta in Giappone e descritta da Thunberg nel 1784 in Flora Japonica con il nome di Limodorum striatum. Successivamente Reichenbach la trasferì nel genere Bletilla nel 1878 in Botanische Zeitung. Il genere Bletilla era stato istituito alcuni anni prima, nel 1853, dallo stesso Reichenbach sulla base di Bletilla gebina (Lindley) Reichenbach. Siccome però Bletilla gebina e Bletilla striata sono poi state considerate dai tassonomisti come identiche, in base alle norme dettate dal codice di nomenclatura botanica dobbiamo considerare come tipo del genere Bletilla la Bletilla striata, in quanto dotata di priorità nomenclaturale, e Bletilla gebina ne diventa un sinonimo.
Il genere Bletilla è piuttosto confuso dal punto di vista tassonomico, in quanto pochissimo è stato scritto su di esso. Esistono inoltre molti sinonimi e delle specie descritte da Schlechter manca addirittura il tipo, andato purtroppo distrutto durante la seconda guerra mondiale col bombardamento di Berlino. Al momento attuale si considera che questo genere contenga solo cinque specie, anche se ritengo che nuove varietà o nuove specie, originarie della Cina, potranno essere descritte nel futuro.

Le sette specie di Bletilla

Oggi si considera che il genere Bletilla contenga sette specie, diffuse in Cina (Ble. striata, Ble. ochracea, Ble.yunnanensis, Ble.szetschuanica, e le sconosciute Ble. chartacea e foliosa), Taiwan (Ble.formosana) e Giappone (Ble. striata). Cerco ora di dare una breve descrizione di queste Bletilla, per colmare una lacuna dei nostri usuali testi di riferimento orchidologico e per fornire ai lettori un esempio della grande potenzialità di questo genere, purtroppo oggi così inspiegabilmente trascurato.

Bletilla striata (Thunberg) Reichenbach

Pianta terrestre, alta sino a 40-50 cm, originaria del Giappone, Korea, Birmania e China ( nellle provincie di Anhui, Fujian, Gansu, Guangdong, Guangxi, Guizhou, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Shaanxi, Sichuan, Zhejiang). Cresce in foreste di alberi sia a foglie larghe, tipo Quercus, che di conifere, in aree erbose e pendii ad una altitudine dai 100 ai 3200 m.; è caratterizzata da foglie plicate lunghe 40-60 cm e larghe 4-5 cm, oblungo-lanceolate, acuminate e da un rizoma sotterraneo, compresso, schiacciato, di forma irregolare. L’inflorescenza è eretta, alta fino a 30 cm e porta diversi fiori, spaziati fra loro. I fiori sono di norma rosa-porpora, anche se è frequente trovare in coltivazione cloni a fiore bianco. Sepalo dorsale lungo 3-3.3 cm, largo 0.7 cm, ellittico-lanceolato, ad apice subacuto. Sepali laterali lunghi 2.5-2.8 cm, larghi 0.7 cm, falcati, ad apice subacuto. Petali lunghi 3-3.5 cm, larghi 0.8-0.9 cm, lievemente falcati, ad apice subacuto. Labello lungo 2.6 cm, largo 2 cm, bianco, soffuso di porpora, con venature porpora, obovato-ellittico, 1.4-2.8 × 1.0-1.8 cm, trilobato con lobi laterali  eretti, abbraccianti la colonna, larghi 0.6 cm ed il lobo mediano è lungo 1 cm e largo 0.7-0.8 cm, col margine lievemente increspato, ed apice troncato; disco con 5 creste (lamelle) lunghe 2 cm, ondulate solo lungo il lobo mediano; sono spesso accompagnate da 2 corte creste laterali, lunghe 0.6 cm.
Colonna lunga 2 cm, lievemente curva. Ovario lungo 2 cm. Capsula lunga 3.8 cm e larga 1 cm. Fiorisce in aprile-maggio.

   

 


Come detto all’inizio, Bletilla striata fu descritta in Giappone da Thunberg nel 1784 col nome di Limodorum striatum in Systema Vegetabilium. Editio decima quarta pg.816. 1784. 
Successivamente furono descritte con nomi diversi molte piante simili a Bletilla striata, provenienti da varie provincie cinesi: Bletilla gebinaBletilla hyacinthinaGyas humilis, etc; oggi tutti questi nomi sono considerati sinonimi di Bletilla striata. Non so se questa interpretazione sia del tutto corretta, poiché alcune di queste piante potrebbero rappresentare invece degli endemismi locali, differenti quindi dalla originale Bletilla striata giapponese. Occorrerebbe un approfondito studio sul campo per chiarire questo problema tassonomico.

si trova da 100 a 3200 m di altitudine, nelle provincie cinesi di  Anhui, Fujian, SE Gansu, Guangdong, Guangxi, Guizhou, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, S Shaanxi, Sichuan, Zhejiang.

inoltre cresce in Giappone, Korea e Myanmar.


Stazione di riferimento per Bletilla striata: Mengtze (Yunnan, Cina), 1300 metri
(le temperature sono però calcolate per 2000 mt d’altitudine

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Fioritura  *
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La classica Bletilla striata è reperibile abbastanza facilmente in molti garden center, ove spesso è venduta sotto il nome di Bletilla hyacinthina. La si può trovare anche sui cataloghi Stassen, Floriana bulbose o simili, ed è discretamente economica da acquistare. Cresce bene in vaso, ma cresce ancor più facilmente se coltivata in piena terra, in giardino. Ricordo che tanti anni fa un’aiola piena di Bletilla striata in fiore era uno degli spettacoli più belli ed ammirati del Kew Garden, sino a che i lavori di ristrutturazione del giardino stesso ne hanno decretato la distruzione.
Nei giardini è coltivata per le sue belle foglie plicate ed i suoi fiori rosa. Molto gradevole è anche la sua varietà alba, a fiori bianchi.
Esistono anche cloni a foglie variegate, come la Bletilla striata "Albomarginata o Albostriata"

È facilmente coltivabile in piena terra, in una zona del giardino ben esposta al sole. Durante l’inverno è consigliabile coprirla con un’abbondante strato di foglie e/o tessuto-non-tessuto al fine di proteggerla dal freddo eccessivo.

 

 

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 Bletilla striata “Giulietta”, fiorita alla fine di maggio 

Bletilla formosana (Hayata) Schlechter

Originaria di Taiwan, ove è chiamata pai-chi lan; cresce in pieno sole nelle colline e nelle montagne della parte nord ed est dell’isola di Taiwan e nelle isolette di Lan-yeu e Lu-tao; probabilmente cresce anche nelle regioni cinesi prospicienti Taiwan. Si tratta di una pianta alta solo 15-30 cm, di dimensioni quindi decisamente più piccole di Bletilla striata. I fiori, larghi 2-3 cm, sono di color rosa-porpora molto chiaro, quasi biancastro, con gli apici dei sepali e dei petali acuti. Il labello può avere un vistoso callo giallo. Si caratterizza anche dal fatto di avere 5 lamelle ondulate lungo tutta la loro lunghezza
Descritta nel 1911 da Hayata con il nome di Bletia formosana sulla base di piante raccolte a Nan-tou, fu trasferita nello stesso anno da Schlechter nel genere Bletilla. I nomi Bletilla kotoensis Hayata e Bletilla morrisonicola Schlechter sono considerati suoi sinonimi.
Ho coltivato alcune piante di Bletilla formosana in vaso per alcuni anni senza particolari problemi, finché improvvisamente sono deperite e morte. Meglio avrei fatto a coltivarle in piena terra.

 

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Bletilla formosana

 

Stazione di riferimento: Hua-Lien (est Taiwan), 13 metri
(le temperature sono calcolate per 1100 mt d’altitudine)

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Escursione termica 7 7 6 6 7 8 8 8 7 7 7 7
Fioritura **

 

Bletilla ochracea Schlechter

Fu descritta da Schlechter nel 1913 sulla base di una raccolta effettuata dal missionario francese Maire a Long-Ki (Yunnan). Cresce nello Yunnan, nel Sichuan, nel Guangxi e nel Guizhou. Si tratta dell’unica Bletilla a fiori gialli sinora descritta; in realtà i sepali ed i petali non sono proprio giallo brillante, ma piuttosto giallo-ocra ed hanno gli apici appuntiti. Il labello è chiaro, biancastro, con un vistoso callo giallo macchiato di rosso. Caratteristici sono i sepali laterali molto allungati e falcati.
Cresce in pieno sole in pendici erbose o ai margini dei boschi, ad 800-1500 metri di altitudine.
Molte piante in commercio con il nome di Bletilla ochracea, in particolare in Inghilterra, hanno una tonalità rosata, il che dimostra che si tratta di ibridi (probabilmente con Bletilla szetschuanica).


Bletilla ochracea

altro clone di Bletilla ochracea; si tratta di un clone con pianta molto piccola, alta sui 15-20 cm e dal labello molto colorato

 

Stazione di riferimento per Bletilla ochracea: Kuei-yang (Yunnan, Cina), 1071 metri
(le temperature sono calcolate per 1236 mt d’altitudine)

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due cloni di Bletilla ochraeca; a sinistra una forma normale, a destra una forma semi alba

forma semi alba di Bletilla ochracea


 
forma semi alba di Bletilla ochracea, vista di profilo




forma semi alba di Bletilla ochracea

Bletilla szetschuanica Schlechter

 la ritengo possibile sinonimo di Bletilla formosana

Originaria della provincia cinese di Sichuan. Fu descritta nel 1922 da Schlechter in Repertorium Specierum Novarum Regni Vegetabilis, Beihefte 12: 344. 1922, sulla base della raccolta Limpricht 1550, fatta cioe da Limpricht nella valle di Yatschou, nei pressi di Baoxing (Moupin), nella provincia cinese del Sichuan (Szechuan), a 650-1200 metri d’altitudine. Schlechter ha descritto questa specie come avente i fiori rosa-violetto, il labello con i lobi laterali semi-oblunghi ed ottusi, il lobo mediano obovato e lungo quanto largo, troncato, con il margine ondulato e colorato di violetto. Non è semplice interpretare la descrizione di questa specie in quanto il materiale tipo è andato distrutto durante la seconda guerra mondiale. Non resta quindi che basarsi sulla descrizione scritta originale, di cui riporto copia del testo originale.

Cribb ha pubblicato due foto (The Orchid Review, pag. 1178/1991 e pag 1220/1998) ipotizzando che possano rappresentare la “ritrovata” Bletilla szetschuanica. La prima foto ritrae una pianta in coltivazione in Inghilterra e che presenta un labello con un callo giallo (il che mi fa dubitare che si tratti della vera Bletilla szetschuanica). La seconda foto ritrae invece alcuni fiori fotografati in situ nel Sichuan, abbastanza diversi da quelli precedenti, e molto pi simili alla descrizione di Schlechter: potrebbero quindi rappresentare la vera Bletilla szetschuanica.

 

blet_schz

 Questa foto, tratta da The Orchid Review, secondo Cribb rappresenterebbe la Bletilla szetschuanica in situ.

 

Stazione di riferimento per Bletilla szetschuanica : Hsi-Chang (Sichuan, Cina), 1600 metri
(le temperature sono calcolate per 1250 mt d’altitudine)

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clone di Bletilla originario dal Sichuan




 

Bletilla yunnanensis Schlechter

Descritta da Schlechter nel 1922 sulla base di piante raccolte da Limpricht nello Yunnan, a Tu Kuan Tsun e Chuxiong, a circa 2000 metri d’altitudine. 

Nella descrizione originale Schlechter parla di fiori porpora, con labello caratterizzato da tre creste crenulate; inoltre i lobi laterali del labello sono semi-oblunghi con apice ottuso, il lobo mediano è oblungo-quadrato, profondamente retuso, con apice undulato, e più lungo che largo. Anche il tipo di Bletilla yunnanensis è andato purtroppo distrutto durante la seconda guerra mondiale, per cui ci si deve basare sulla descrizione originale. Da allora questa pianta non è stata più ritrovata con certezza, per cui se ne ignora la reale esistenza e la sua eventuale diffusione.

Ritengo però che anche questa specie possa essere considerata sinonimo di Bletilla formosana

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 Bletilla yunnanensis (?), come pubblicata su The Orchid Review

 

Stazione di riferimento per Bletilla yunnanensis: Mengtze (Yunnan, Cina), 1300 metri
(le temperature sono calcolate per 2000 mt d’altitudine

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Bletilla sp. affine szetschuanica

Nella primavera del 1998, durante gli studi necessari alla preparazione diella prima versione di questo articolo, ho potuto coltivare una bella ed interessante Bletilla sp., originaria di Wo-Long nel Sichuan.
Alcuni esemplari sono fioriti nel maggio 1998, per cui posso fornire una dettagliata descrizione di questa specie.
Rizoma di forma vagamente rotondeggiante, assai schiacciato, largo da 2 a 5 cm.
Foglie plicate, ruvide al tatto, lunghe 20-30 (40) cm, larghe 3-4 cm a maturità; al momento della fioritura (antesi) sono lunghe 10-12 cm e larghe 2-3 cm. La pianta a maturità è alta 30-40 cm e presenta 4 foglie alternate, di cui la basale è lunga 5 cm, la seconda 10 cm, la terza 20 cm, la quarta 30 cm.
Inflorescenza lunga 20 cm, di color verde-porpora, portante 5-6 fiori, sottesi da una brattea marrone; i fiori apicali sono lievemente pi piccoli di quelli basali.
Fiori di un intenso ed uniforme color rosa-violetto, molto scuro ai margini del labello. Sepalo dorsale lungo 3.4-3.7 cm e largo 0.7 cm (0.4 cm alla base), ellittico-lanceolato, ad apice subacuto. Sepali laterali lunghi 2.9 cm e larghi 0.7 cm (0.3 cm alla base), falcati, ad apice acuto. Petali lunghi 3.5-3.8 cm, larghi 0.7 cm (0.2 cm alla base), spatulati, lievemente falcati. Labello trilobato, lungo 2.8 cm e largo 2 cm; lobi laterali con apice arrotondato e margine ondulato, di colore violetto scuro; lobo centrale con apice nettamente emarginato e margine molto ondulato, di colore violetto molto intenso, lungo 0.7 cm e largo 1 cm; il callo presenta cinque lamelle principali bianco-rosa, lunghe 2.6 cm, intere, alte 2 mm, fortemente ondulate nei 5 mm superiori, e che dalla base arrivano all’apice del labello; sono accompagnante all’esterno da due lamellule laterali lineari, basse, molto pi corte delle lamelle principali in quanto sono lunghe solo1.5 cm.
Colonna lunga 2.5 cm, curva, denticolata e di color rosa-viola scuro all’apice, in particolare nella faccia superiore, larga 5 mm all’apice. Ovario lungo 1.8 cm e largo 0.1 cm, lievemente ritorto, di color verde-viola. Capsula lunga 3 m e larga 1 cm.

 

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Bletilla aff. szetschuanica “GAO”, fiorita il 25-04-98 a Borgo Valsugana.

Habitat: questa specie cresce in aree erbose, ai margini di foreste, a 900-1100 metri d’altitudine, a WoLong nel Sichuan, nello stesso habitat del panda gigante. In natura fiorisce a maggio.
Osservazioni: questa Bletilla presenta delle caratteristiche morfologiche che la distinguono facilmente dalla comune Bletilla striata. Infatti ha foglie molto più piccole e strette di quelle di Bletilla striata. Anche il fiore è differente: il colore è molto più intenso; i petali hanno una base molto più stretta ed il labello ha il lobo mediano più largo che lungo ed è nettamente emarginato.
Confrontando questa pianta con la descrizione fornita da Schlechter per la Bletilla szetschuanica, ed in considerazione del fatto che questo clone è originaria del Sichuan, io propendo per considerarla come la vera Bletilla szetschuanica, anche se non posso confrontarla col tipo, che è andato distrutto. Per il momento perciò preferisco chiamarla Bletilla aff. szetschuanica (affine cioè a Bletilla szetschuanica), in attesa che studi futuri possano chiarirne il vero inquadramento tassonomico.

Stazione di riferimento per Bletilla aff. szetschuanica : Hsi-Chang (Sichuan, Cina), 1600 metri
(le temperature sono calcolate per 1750 mt d’altitudine)

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Bletilla chartacea

descritta da  Tang e Wang in Acta Phytotaxonomica Sinica 1(1): 68. nel 1951, sulla base di Cephalanthera chartacea, descritta da King e Pantling nel 1895 in Journal of the Asiatic Society of Bengal 66: 598. 1895 

 

 Bletilla foliosa

descritta da Tang e Wang in Acta Scientia Sinica 1(1): 68. 1951 sulla base di Pogonia foliosa, originariamente descritta da King e Pantling nel 1895 in Journal of the Asiatic Society of Bengal 66: 598. 1895


questa è la descrizione originale di Pogonia foliosa da parte di King e Pantling, più tardi trasferita nel genere Bletilla, come Bletilla foliosa, da Tang e Wang
viene descritta con " disco con tre lamelle glabre"

 tavola di Pogonia (Bletilla) foliosa , da Curtis's Botanical Magazine 



photo by Khunchai Chang




photo by Khunchai Chang



photo by Khunchai Chang





a,b,c,d: Bletilla sinensis
e: labello di Bletilla foliosa
dalla tavola si vede che il labello di Bletilla sinensis (c)  ha carene semipapillose, mentre Bletilla foliosa (e) ha tre lamelle glabre come descritto da King e Pantling nel 1895

Bletilla sinensis

Schlechter in Repert. Spec. Nov. Regni Veg. 10: 256 1911 trasferi nel genere Bletilla la pianta descritta da Rolfe come Arethusa sinensis, in cui parlava di tre lamelle fimbriate, e raccolta da Henry a Mengtze (Yunnan, Cina)

si caratterizza dal fatto di avere il labello con TRE lamelle longitudinali semipapillose

questa è la tavola della Bletilla sinensis, Schlechter, raccolta da Henry, e depositata presso il Kew Herbarium K000942609 e disponibile sulla loro pagina web 

this is the Bletilla sinensis sheet, as it is found on the dowloading page of the web herbarium catalogue from Kew, Royal Botanic Garden





photoes of Bletilla aff. sinensis (?) taken from web page of Department of National Park, Wildlife and Plant Conservation, Thailand
it is possible to see the the semipapillose keels as in Henry's description

E nel futuro?

Ricapitolando, quindi, a livello botanico siamo sicuri dell’esistenza di 5 specie di Bletilla (Bletilla chartacea, Bletilla foliosa, Bletilla formosana, Bletilla ochracea e Bletilla striata). Incerta e dubbia è la classificazione di Bletilla yunnanensis e Bletilla szetschuanica., che io mantengo per ora come specie autonome. Sono anche convinto che ulteriori esplorazioni botaniche in Cina (in particolare nel Sichuan e nel Guizhou) possono portare alla luce nuove ed interessanti specie o varietà di Bletilla.

ibridazione

Nonostante la bellezza dei suoi fiori e la facilità con cui le Bletilla possono essere coltivate in giardino, poco è stato fatto nel campo dell’ibridazione.
il primo ibrido, Bletilla Yokohama, fu ottenuto da Suzuki nel 1956 incrociando Bletilla striata con Bletilla formosana.  

Ble. Brigantes    Ble. striata × Ble. ochracea
Ble. Penway Imperial    Ble. striata × Ble. yunnanensis
Ble. Penway Paris    Ble. striata × Ble. szetschuanica
Ble. Yokohama    Ble. striata × Ble. formosana
Btd. Miyako-beni    Ble. striata × Ar. bambusifolia 
Ble. Coritani    Ble. formosana × Ble. ochracea
Ble. Penway Dragon    Ble. formosana × Ble. szetschuanica
Ble. Penway Princess    Ble. formosana × Ble. yunnanensis
Ble. Penway Sunset    Ble. szetschuanica × Ble. ochracea
Ble. Penway Rose    Ble. ochracea × Ble. yunnanensis
Ble. Penway Starshine    Ble. Yokohama × Ble. szetschuanica

Poco è stato esplorato nel campo dell’ibridazione intergenerica, anche se tutto lascia presupporre che le Bletilla possano essere incrociate con altri generi della sottotribù Bletiinae, ad esempio con AncistrochilusBletiaCalanthePhaiusSpathoglottisTainia, Arundina, Thunia, etc.

Calopotilla
Julia Yannetti  = Calopogon tuberosus x Bletilla striata, registrata nel 2002
Thunilla Himuka-beni = Thunia brymeriana x Bletilla striata, registrata nel 2009
Bletundina Miyako-beni= Bletilla striata x Arundina bambusifolia, registrata nel 2009 

attenzione invece su questo supposto ibrido:
Pleionilla Pollyana:  Bletilla striata × Pleione  formosana ; ho però molti dubbi sulla serietà di questo ibrido, di cui non si trova nessuna foto sul web; i miei tentativi di impollinare bletilla x pleione non diedero infatti risultati, tanto meno capsule fertili

Coltivazione

Come detto le Bletilla sono specie terrestri, coltivabili facilmente in giardino. Si possono piantare in un normale, buon terreno, eventualmente reso più soffice dall’aggiunta di un po’ di torba, pomice, perlite, etc; si può aggiungere anche un pò di letame; i rizomi vanno piantati a circa 3-4 cm di profondità, in un luogo ove possano ricevere molta luce durante il periodo vegetativo. Al nord Italia è necessario proteggere i rizomi dall’eccessivo gelo, coprendoli in autunno con un abbondante strato di foglie e/o aghi di pino. Questa copertura serve anche ad impedire, in caso di caldo primaverile anticipato, una troppo precoce ripresa vegetativa in primavera; il nuovo getto vegetativo infatti è piuttosto sensibile alle improvvise gelate di fine marzo/aprile. In giardino possono essere facilmente coltivate Bletilla striata e Bletilla ochracea. Anche la Bletilla aff. szetschuanica, dalle prove da me condotte, è facilmente coltivabile in giardino; a WoLong cresce a circa 1000 metri d’altitudine, in pendii erbosi ed esposta al sole.

Se si preferisce, però, le Bletilla possono essere coltivate anche in vaso, ma vanno riparate in tal caso in inverno; infatti il gelo attraverso il vaso può essere fatale alla pianta, cosa portroppo da me sperimentata. Si possono quindi tenere in area riparata dall'eccessivo gelo, tipo garage, verande fredde, etc.
Conviene usare un vaso piutosto largo, in modo da permettere lo sviluppo del rizoma per qualche anno, per evitare di danneggiarlo se si rinvasa troppo spesso. Quando si  vede che è cresciuto troppo verso il bordo del vaso, lo si rinvasa, anche per dare un certo ordine estetico alla pianta nel vaso.
Come epoca del rinvaso, conviene farlo mentre la pianta è dormiente, quindi in inverno, perché se lo si fa in primavera la pianta potrebbe già aver iniziato a fare il nuovo getto vegetativo, molto delicato e semisotteraneo, quindi facile a rompersi nella operazione del rinvaso.

E' utile concimarla durante la fase di maggior crescita vegetativa, usando un classico 20.20.20, per poi smettere ogni concimazione alla fine dell'estate.

vedi i miei consigli in generale sulla concimazione

Richard Evenden suggerisce i seguenti substrati, adatti per la coltivazione in vaso:
a – 1/3 di loam ( terra di prato, ricca in argilla, sabbia e materiale organico fibroso), 1/3 di sabbia grossolana (preferibilmente di quarzo) ed 1/3 di bark fine; il pH dovrebbe essere intorno a 6.5.
b – lana di roccia e perlite.
Phillip Cribb invece suggerisce:
a – 6 parti di bark medio, 3 parti di sfagno tritato, 1 parte di perlite, 1 parte di carbonella, 2 parti di foglie di faggio tritate.
b – 2 parti di loam, 2 parti di foglie di faggio tritate (o queste foglie parzialmente compostate e passate ad un setaccio di 13 mm), 1 parte di torba di sfagno fibrosa, 1 parte di sabbia grossolana.

Ognuno può scegliere il substrato preferito e di più facile reperimento, ricordando che è sempre molto importante disporre abbondante materiale di drenaggio sul fondo del vaso. Io aggiungo al substrato un po’ di letame di cavallo o di pecora.
Ricordarsi che si tratta di piante decidue, in quanto perdono le foglie in autunno ed entrano in riposo sino a tarda primavera. Con l’arrivo dei primi caldi la Bletilla produce il nuovo getto vegetativo, uscendo dal riposo invernale. Si devono quindi aumentare le annaffiature, che devono essere abbondanti durante il periodo estivo. Con l’autunno la pianta perde le foglie, entrando in riposo. In inverno va tenuta al fresco ed all’asciutto, in ambiente umido. Se la temperatura della serra è troppo alta, la pianta è forzata ad una ripresa vegetativa precoce, con sviluppo di una pianta debole. È consigliabile tenere il vaso in giardino durante i mesi estivi.
Per le temperature e le annaffiature prendere spunto dalle tabelle climatologiche allegate alla descrizione di ogni specie.

 nel giardino della signora Bianca Pezzatti a Borgo Valsugana: aiuola di Bletilla striata, che in autunno presenta molte capsule in maturazione, frutto di impollinazione spontanea